Ginkgo Biloba. Cos’è e come funziona sul nostro organismo.

Cos’è il Ginkgo Biloba?

Il Ginkgo (in seguito Ginko) è un estratto dato dalle foglie di “Ginkgo Biloba”, una pianta che affonda le sue radici in tempi assai remoti, comparendo sul nostro pianeta circa 200 milioni di anni fa. Alta fino a30-40 metri,con un tronco che può raggiungere il metro di diametro, è stata definita da Darwinun “fossile vivente”, in quanto unico esemplare appartenente alla famiglia delle Ginkgoine. Queste piante sono un antico gruppo di gimnosperme ad alto fusto, con caratteristica forma a ventaglio, appartenenti all'era mesozoica ed estinte ormai da circa 100 milioni di anni.

Il Ginko, oltre ad essere considerato l'albero più vecchiopresente sulla faccia della Terra, è anche uno dei più longevi, arrivando a sfiorare addirittura il millennio di vita. Non c'è da stupirsi, dunque, che in Giappone sia considerato un albero sacro, spesso presente nelle vicinanze dei templi. Per questo motivo si ritiene che la specie sia stata preservata grazie alla coltivazione operata dai monaci cinesi per ornare i luoghi di culto.1 Non è un caso che il Ginkgo biloba sia il simbolo della città di Tokyo.

Il nome Ginkgo deriva probabilmente da un'erronea trascrizione del botanico tedesco Engelbert Kaempfer del nome giapponese “ginkyō” (ぎんきょう?) derivante a sua volta da quello cinese 銀杏 "yin xing " (, yín «argento» e , xìng «albicocca»; 銀杏T, yínxìngP, «albicocca d'argento»). Questo nome è stato attribuito alla specie dal famoso botanico Carlo Linneo nel 1771 all'atto della sua prima pubblicazione botanica ove mantenne quell'erronea trascrizione del nome originale. Il nome della specie (Biloba) deriva invece dal latino “bis” e “lobus” con riferimento alla divisione in due lobidelle foglie, a forma di ventaglio.2

Le foglie sono decidue, di 5–8 cm, lungamente picciolate a lamina di colore verde chiaro.

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Quali sono le proprietà dell’estratto di questa particolare pianta?

Il Ginkgo Biloba è spesso utilizzato contro i disturbi di memoriae per le condizioni che, soprattutto durante la terza età, sono associate alla riduzione del flusso di sangue al cervello (come mal di testa, vertigini, acufeni, difficoltà di concentrazione e disturbi dell'umore).

Trova inoltre impiego in altri problemi associati a disturbi della circolazione, come dolori alle gambe mentre si cammina (claudicatio) e sindrome di Raynaud.

È utilizzato in caso di problemi cognitivi associati alla malattia di Lymeo alla depressione, disfunzioni sessuali, glaucoma, retinopatia diabetica, degenerazione maculare senile, o che portano ai problemi di memoria tipici dell'Alzheimer.

Le evidenze scientifiche accumulate fino ad oggi suggeriscono quindi che l'estratto di Ginkgo potrebbe essere davvero efficace in caso di ansia, per migliorare le performance mentali, in caso di demenza.
Può essere utile anche per combattere la sindrome premestruale,
la schizofrenia,la discinesia, le vertigini e i capogiri.

L'estratto di semi, meno studiato, contiene invece sostanze che potrebbero aiutare a uccidere batteri e funghi patogeni.
Nel caso degli altri usi proposti le prove dell'efficacia fanno propendere per l'inutilità del trattamento o non sono sufficienti per trarre delle conclusioni plausibili. 

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Albero di Gingko Biloba in Autunno.

Le proprietà fitoterapichedel Ginko sono note da millenni, ma nel mondo occidentale hanno conosciuto un momento di grande popolarità solamente negli ultimi anni, grazie alle molteplici virtù attribuite agli estratti standardizzati. Le parti utilizzate a tale scopo sono le foglie, mentre i semi presentano una parte esterna commestibile ed un cuore ricco di sostanze irritanti e tossiche (come l'alcaloide ginkgotossina). Nei mercati orientali, la polpaed i semi di ginko vengono venduti come antielmintici o vermifughi (medicinali usati per combattere i vermi parassiti che si insidiano a livello intestinale).

I costituenti principali delle foglie sono i flavonoidi(il Ginko contiene glucosidi flavonoidici come kampferolo, quercetina, isoramnetina, acido cumarico, catechine, proantocianidine ecc.), particolarmente noti ed apprezzati per le loro proprietà antiossidanti. Le foglie sono altresì ricche di derivati terpenici (ginkgolidi e bilobalide) e di acidi ginkgolici.

Come anticipato, i flavonoidi neutralizzano i radicali liberi, attualmente considerati una delle maggiori insidie allo stato di buona salute. Se prodotte in eccesso, a causa di inquinamento e stile di vita scorretto, queste piccole molecole accelerano i processi di invecchiamentoed il normale deterioramento del corpo che li accompagna; possono inoltre favorire la comparsa di malattie dal peso sociale rilevante, come patologie degenerative ed alcune forme tumorali. Componenti tipici del Ginko biloba, ma anche di molte altre piante (tè verde, centella asiatica, curcuma, cardo mariano), i flavonoidi esercitano un'azione positiva anche a livello della rete capillare, diminuendo la permeabilità ed aumentando il tono della parete vasale.

Per queste attività, le foglie di ginkgo ed i loro estratti vengono utilizzati nei disturbi della circolazione periferica(varici o vene varicose, cellulite, problemi di ritenzione idrica, claudicatio intermittens). Sono inoltre universalmente conosciuti come complemento dietetico utile per migliorare le capacità mentali, grazie all'aumento della circolazione sanguigna a livello cerebrale, che assicura un maggior apporto di nutrienti ed una più rapida eliminazione delle scorie.

Il ginkgolide B è ritenuto un efficace antagonista del PAF(fattore delle piastrine), essenziale per la coagulazione del sangue e nei processi infiammatori, ma che è bene tenere sotto controllo in presenza di aterosclerosi e malattie del cuore e dei vasi (può favorire la formazione e la rottura di trombi e placche aterosclerotiche, facendo impennare il rischio di subire gravi incidenti cardiovascolari, come infarto ed ictus).

Il PAF è anche un mediatore della broncocostrizione e ciò spiega il tradizionale impiego del Ginko biloba nel trattamento delle forme asmatiformi. 4

Come si assume precisamente il Gingko?

Il Ginkgo biloba si assume per via orale sotto forma di estratto di foglie​ ​o, meno spesso, di estratto di semi. Il dosaggio e la durata della somministrazione dipende dal problema che si vuole trattare e può variare da paziente a paziente.

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Nei Paesi occidentali, il ginko viene commercializzato sotto forma di estratti standardizzati (al 22-27% in flavonoidi ed al 5-7% in derivati terpenici), sotto forma di gocce, capsule o compresse. Le posologie sono precisate sulle confezioni e, per gli estratti standardizzati riportati nell'esempio, vanno in media dai 120 ai 240 mg al giorno, per una durata non inferiore alle 8 settimane nel caso di patologie croniche.

Generalmente, le preparazioni a base di Ginko biloba contengono solamente gli estratti delle foglie, spesso purificati dagli acidi ginkgolici, agenti potenzialmente allergenici e tossici.

L’estratto di foglie di Ginkgo Biloba sembrerebbe inoltre avere un effetto positivo sulla circolazione venosa e sul funzionamento di cervello, occhi, orecchie. 5

Gli effetti collaterali da considerare.

L'ingestione dei frutti e dei semi provocareazioni allergiche, disturbi dell'apparato digerente, respiratorio e circolatorio.I semi, in modo particolare, possono provocare gravi intossicazioni alimentari, con comparsa di convulsioni e perdita di coscienza, fino a risultare addirittura mortali.

I rari, e comunque lievi, effetti collaterali dei prodotti a base di ginko biloba, unitamente alle numerose proprietà salutistiche, hanno contribuito a decretarne un importante successo commerciale. A scopo cautelativo, le linee guida del ministero ne sconsigliano esplicitamente l'utilizzo​ in gravidanza ed in allattamento​. Poiché il ginko può interferire con i processi di coagulazione del sangue, è necessaria cautela nella contemporanea somministrazione di farmaci anticoagulanti, antiaggreganti piastrinici, inibitori del MAO e FANS (tipo aspirina).

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Se assunto, seguendo le dosi raccomandate, il Gingko biloba è da considerare sicuro e può scatenare solo lievi effetti avversi come:

-disturbi di stomaco
-mal di testa
-capogiri
-costipazione
-battito cardiaco forte -reazioni allergiche cutanee

In età pediatricaè considerato un rimedio sicuro se assunto per brevi periodi di tempo; nelle donne adulte può invece interferire con il concepimento.

Il Gingko biloba deve essere assunto esclusivamente sotto forma di estratti, le parti intere della pianta possono contenere livelli pericolosi di sostanze tossiche che possono scatenare gravi reazioni allergiche.

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Prima di assumere Gingko biloba è bene informare il medico:

- di eventuali allergie, incluse quelle ai farmaci
-
deimedicinali,deifitoterapiciedegliintegratoriassunti,ricordandodi

menzionare efavirenz, talinololo, alprazolam, busipirone, fluoxetina e altri

antidepressivi, ibuprofene, substrati del citocromo P450, antidiabetici, anticonvulsivanti, warfarin e anticoagulanti, trazodone, idroclorotiazide, nifedipina, omeprazolo, butanediolo, foglie di cedro, acido folico, gamma-idrossibutirrato, EDTA, gamma-butirrolattone, glutammina, uperzina A, idrazina solfato, L-carnitina, melatonina, rosmarino, salvia, assenzio, issopo, angelica, chiodo di garofano, aglio, zenzero, ginseng ed erba di San Giovanni

  • -  se si soffre(o si ha sofferto) di diabete, convulsioni, problemi di coagulazione

  • -  in caso di gravidanza o allattamento: in questi casi l'assunzione è controindicata

    È inoltre importante informare chirurghi e dentisti dell'assunzione di Ginkgo Biloba, che interferendo con la coagulazione può causare gravi emorragie.
    Per questo l'assunzione dovrebbe essere interrotta almeno due settimane prima di un intervento programmato.
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    Meditandoci su...

    Questa “elisir della lunga vita” è quindi un meraviglioso dono di Madre Natura che va trattato con un occhio di riguardo, essendo tale forma di vita una specie appartenente a un ceppo evolutivo di moltissimi anni fa. Questo dato potrebbe essere la spiegazione dell’incompatibilitàche spesso si incontra nella sua assunzione tra sostanza indotta e risposta dell’organismo. Per questa ragione quando si parla di Gingko Biloba, non possiamo non porre particolare attenzione alle possibili controindicazioni che ne derivano.

    Resta comunque il fatto che abbiamo a che fare con un elemento naturale davvero notevole e che,sopravvissuto a catastrofi climatiche e persino nucleari(il disastro di Hiroshima), ricalca antichi concetti sacri appartenenti alle tradizioni orientali che farebbero addirittura risalire la forma “bilobata” delle sue foglie, divise in due lobi, alla forma del cervello umano e ai simboli Yin e Yang, principio femminile e maschile.

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