I soldi possono veramente comprare la felicità?

Probabilmente tutti ricorderete la famosa frase “Chiunque ha detto che i soldi non possono comprare la felicità, li sta utilizzando male”, di quella vecchia pubblicità. Ciò che ha reso questa semplice frase così memorabile eppure così controversa è stato il fatto che si poneva di offrire una soluzione molto semplice alla classica domanda “possono i soldi rendermi felice?”. Sappiamo tutti che dev’esserci una connessione tra i soldi e la felicità, altrimenti non ci sforzeremmo così tanto su come conservare e investire i nostri risparmi; eppure sembra che le persone che possiedono un buon capitale non sempre sono felici e anzi, spesso commettono il suicidio: la relazione tra soldi è felicità è di certo più complicata di quel che appare. Fortunatamente, negli ultimi anni, scienziati e psicologi hanno studiato questo fenomeno nel tentativo di dargli una spiegazione. Sembra che i soldi possano effettivamente aiutarti a trovare la felicità, a patto che tu conosca i tuoi limiti.

 

 

SOLDI E INFELICITÀ

Partiamo da questo punto: non siamo mai soddisfatti, desideriamo sempre di più. Siamo soliti pensare “Quando possederò quella cosa, sarò finalmente soddisfatto”, eppure alla fine non è mai così. Nel momento in cui vengono esauditi tutti i bisogni basilari dell’essere umano, guadagnare tanti soldi in più non sempre equivale a ricevere più felicità. Tuttavia, l’aumento negli standard di vita degli ultimi 50 anni non ha reso gli Americani più felici. Ecco tre motivi che spiegano perché:

  1. Sovrastimiamo sempre quanto piacere ci darà qualcosa di nuovo. Comprare qualcosa ci fa sicuramente sentire più felici nel breve termine, ma ci adattiamo velocemente a questa nuova ricchezza. È una corsa sul posto che gli esperti chiamano “Hedonic Treadmill” o “Hedonic adaptation” (letteralmente Tapis Roulant Edonico e Adattamento Edonico).

Il giorno in cui inizi a sognare di comprare una nuova macchina, sogni ad occhi aperti il giorno in cui la comprerai piuttosto che la macchina stessa. E sì, quando avrai finalmente quel paio di chiavi in mano ti sentirai soddisfatto. Ma un mese dopo, un anno dopo, quando quella macchina non sarà più ciò che sognavi, ti abituerai di nuovo.

  1. Più soldi significano più stress. L’elevato stipendio che guadagni con il tuo lavoro ad alto rendimento non sempre ripaga lo stress che c’è dietro. Per esempio, fare il pendolare: studio dopo studio ha dimostrato ciò che già sapevamo, e cioè che anche solo 30 minuti passati in quell’inferno che chiamiamo trasporto pubblico, ci possono buttare a terra. Per non menzionare tutte il tempo passato a lavorare anche quando sei a casa e dovresti goderti il tempo libero!
  2. Ci compariamo costantemente alle altre persone. Che siano vecchi amici, colleghi o i vicini di casa, li invidiamo. Questi sono coloro che l’economista Erzo Luttmer chiama “gli altri simili”. “Devi pensare che potresti essere tu quella persona” dice Luttmer.

Queste caratteristiche (la nostra tendenza ad annoiarci con le cose nuove, l’infinita ricerca di qualcosa di nuovo e l’invidia che proviamo verso gli altri) sembrano essere radicate nei tratti dell’essere umano. Fu probabilmente questo che fece uscire l’uomo preistorico dalla sua scomoda grotta per iniziare a costruire la civiltà in cui abitiamo noi oggi. Tuttavia noi non dobbiamo preoccuparci della sopravvivenza, e possiamo lasciarci andare un po’ a quell’ “Hedonic Treadmill”. La domanda è, come?


SOLDI E BEATITUDINE

Se vuoi spendere i tuoi soldi saggiamente, devi capire da dove proviene la tua felicità. È risaputo che amici e famiglia sono un potente elisir: uno studio su larga scala del centro di ricerca opinioni dell’ Università di Chicago (NORC), per esempio, ha scoperto che coloro con cinque o più amici stretti avevano il 50% di possibilità in più di definirsi come “molto felici” rispetto a coloro con cerchie sociali più ristretti. 

Potresti quindi utilizzare parte del tuo guadagno per le relazioni sociali: organizza una festa, vai a pranzo fuori o quel che sia, ma investi sulle tue amicizie.

La vostra dolce metà gioca un ruolo anche più importante degli amici sulla vostra felicità, infatti coloro che vivono relazioni serie e fedeli con il proprio partner hanno più possibilità di essere felici di quelli che non ne hanno o che vivono relazioni infelici, e lo conferma un altro studio della NORC. Tuttavia non è tutto oro quel che luccica: trovare il partner per la vita è una ricerca che dovresti fare con prudenza e meticolosità. Laddove è vero che il matrimonio può portare gioia, il divorzio può abbattere chiunque, e coloro che riescono a uscirne sono i più infelici di tutti.

I figli sono poi un altro aspetto importante della felicità. Tom Gilovich, psicologo della Cornell University, ha notato che se si osservano i genitori crescere i propri figli sembrano tutt’altro che felici, piuttosto esausti. Eppure, quando gli viene chiesto, ti risponderanno sempre che avere figli è una delle cose più belle della loro vita.

Tendiamo sempre a pensare alle cose che compreremmo piuttosto che a tutte le esperienze che potremmo fare con i soldi guadagnati. Ma la realtà dei fatti è che le cose che non durano nel tempo sono proprio quelle che creano la felicità più duratura. Provate anche solo a comparare il piacere che vi ha dato l’ultima cosa comprata per voi e un'esperienza in cui avete speso i soldi: l’ultima vacanza, una serata fuori. Una possibile spiegazione per questo potrebbe essere che le emozioni che ti da un'avventura rinascono nel momento in cui le riporti a galla con i ricordi. Il nostro cervello può, infatti, modificare i ricordi per richiamare solo le parti più gloriose di ognuno. Quindi la prossima volta che pensi che organizzare una vacanza sia più un problema che altro, tieni a mente l’impatto differito che avrà sulla tua vita.

Ma chi decide cosa è e cosa non è un’esperienza? Persone diverse definiscono in maniera diversa ciò che è, e forse è proprio questa la chiave per la felicità. Gilovich ritiene infatti che le persone più felici sono proprio coloro che si impegnano di più a trarre il meglio da ogni esperienza nella quale hanno investito. Potrebbe essere una lezione di danza, un buon libro e delle nuove scarpe da corsa.

In aggiunta a ciò, anche applicarsi a fare qualcosa di difficile può portare gioia. Siamo dipendenti dalle sfide, e spesso siamo molto più felici mentre lavoriamo duro per arrivare a un obiettivo piuttosto che dopo averlo raggiunto. A volte la felicità non è la linea di arrivo, è il percorso.


LA FELICITÀ RICHIEDE UNO SFORZO

Quando è stato chiesto alle persone cosa desse loro una gioia momentanea, guardare la tv sul divano è stata certamente la risposta più comune. Sicuramente questo è un modo per ricaricare le batterie, ma per essere veramente felice nella vita, hai bisogno di più di semplici piaceri passivi.

Trova delle attività che ti aiutino a entrare in uno stato di flusso. Meglio ancora se fanno parte del tuo lavoro: due piccioni con una fava.

Non molto tempo fa, i ricercatori ritenevano che la felicità fosse un punto di arrivo e di conseguenza tentare di essere più felici era futile. Fortunatamente oggi, sempre più spesso gli esperti propongono una visione della felicità come un talento, e non un tratto innato.

Sonja Lyubomirsky, una professoressa di psicologia all'Università della California, a Riverside, ha dimostrato che che le persone felici non perdono tempo a preoccuparsi delle cose spiacevoli e non sono disturbate dai successi degli altri. Non fanno paragoni e perciò accorciano il tempo perso negli inutili paragoni sociali.

E questo non è l’unico sforzo che dovresti fare.

Prova a contare i tuoi momenti positivi, letteralmente. Crea un diario, appunta le cose, scrivi una lista: i ricercatori hanno scoperto che coloro che provano attivamente a coltivare sentimenti di gratitudine, alla fine risultano più felici di coloro che non lo fanno.

E se non riesci a cambiare il tuo modo di pensare, prova almeno a porti dei limiti: quando si va fare spese, si rilascia l’uomo primitivo che è in noi e si prova il desiderio di comprare ogni cosa in vista. Blocca questi pensieri e conta quante volte durante il prossimo mese ti troverai a pensare “Ho veramente bisogno di comprare questo oggetto”.

Se non ci hai pensato, non ne hai veramente bisogno. 

E allora volta pagina, e sii felice.

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